E’ appena terminata la prima settimana di vacanza e purtroppo è passata in maniera così veloce che mi mancano già i giorni appena vissuti, sembrando quasi ricordi lontani…
Da dove posso iniziare?
La scuola è terminata l’8 giugno e il pomeriggio stesso sono partito con cinque miei amici alla volta di Barcellona, per festeggiare il mio diciottesimo compleanno, anche se in ritardo perché ho compiuto gli anni il diciassette Aprile.
Il programma prevedeva di stare quattro giorni a Barcellona e poi tornare a casa, dunque una tappa fissa nella città che mi aveva già dato grandi emozioni durante il 2010 grazie al passaggio in finale di Champions League della mia squadra del cuore, l’Inter. Il programma dunque consisteva nel visitare la città di giorno e viverla la notte, così però non è stato… Infatti tornando molto tardi la sera la mattina nessuno aveva voglia di uscire a visitare la città e, anzi, tutti avevano voglia di fare un bel bagno alla “plaja” e riposare un po’. Tutto ciò però era molto prevedibile dunque io chiamavo i miei genitori e maliziosamente gli raccontavo di quanto bella fosse la Sagrada Familia e così via, per non dover litigare al telefono e sentendirmi dire che eravamo dei pigri a livelli colossali, anche perché ne eravamo tutti consapevoli.
Dunque le giornate si sono susseguite in maniera rapidissima; dai giri sui monopattini elettrici alle ore in spiaggia a giocare a calcio e nelle passeggiate per la città cogliendo ogni minima distrazione per fermarci a guardare una vetrina a parlare con qualche ragazza e a scherzare tra di noi. La nostra giornata tipo era dunque strutturata in poche ma ripetitive azioni:
- svegliarci tardi (verso pranzo)
- uscire a pranzo
- trovare qualche becera attività per passare il pomeriggio
- tornare a casa per cenare e cambiarci
- uscire la sera a divertirci nei locali
- crollare stanchi morti sul letto
In sostanza questi pochi punti elencati rappresentano le nostre giornate in quella meravigliosa città (ovviamente con qualche eccezione) che ha lasciato in tutti noi un ricordo splendido, forse perché trascorsi con dei veri amici, a tal punto che stiamo pensando di ritornarci per capodanno…
Per concludere volevo solo ringraziare i miei genitori che mi hanno dato la possibilità di trascorrere quattro giorni meravigliosi in compagnia dei miei più cari amici, dimostrando così di avere una grande fiducia nei miei confronti!
Vitto.
PS: a me toccava anche il compito di parlare in spagnolo perché l’ho studiato alle medie e dunque ogni volta dovevo tradurre ai miei amici (che non lo sapevano per niente) quello che ci veniva detto.

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