Last days..

Come avrete intuito dal titolo, sono già alla fine. Eh già, questa magnifica esperienza in Scozia è già volta la termine, tre settimane spazzate via dal tempo senza neanche lasciarmi modo di abituarmi ad una nuova vita, che già dovevo partire. E’ brutto da sottolineare ma l’estate è così, giugno ti sembra l’altro ieri, e invece siamo già a settembre.

So di essere stato molto assente in questo periodo, ma in mia difesa ci sono le mille cose che ho dovuto fare. Per rendere più semplice la narrazione, dividerò il blog in tre parti; prima, seconda e terza settimana.

PRIMA SETTIMANA

Sono arrivato a Edimburgo il 15 Agosto, appena sceso dall’aereo avevo paura di prendermi una bronchite. Infatti il 14 sera eravamo tornati dalla Spagna (40 gradi) e neanche ventiquattro ore dopo atterravo all’aeroporto (18 gradi). A parte questo primo inconveniente, la prima settimana è andata alla grande. Dopo qualche ora dal mio arrivo ero già riuscito a trovare la casa dove avrei alloggiato per tutto il periodo. (sono stato in una host family). La famiglia che mi ospitava viveva in una bella villa un po’ fuori dal centro, ma raggiungibile comodamente con gli autobus. Era composta da quattro membri:

  • Perry = il capofamiglia, scozzese, golfista.
  • Olga = la moglie, gentilissima, Russa.
  • Eva = la figlia maggiore, 7 anni
  • Max = figlio minore, 3 anni

Dunque la mia prima settimana è passata velocemente, anche perché ogni cosa che facevo era un’esperienza nuova, dal trovare la scuola a tornare a casa con i bus, a comprare dei souvenir per la mia “vera” famiglia. Come vi avevo preannunciato in Scozia ho studiato inglese, infatti ogni giorno dal lunedì al venerdì facevo cinque ore di lezione. La mattina consisteva in esercizi generali di grammatica, speaking e writing. Il pomeriggio era invece incentrato sulla preparazione per il test “IELTS”, ovvero il test che serve per essere ammessi in università estere. A scuola ho conosciuto diverse persone, ma quelle con cui ho legato più in fretta sono due ragazze cagliaritane, le quali frequentavano la scuola da ben sette settimane. Loro mi hanno aiutato molto nei primi giorni a capire quali bus prendere, dove mangiare (mi hanno portato a mangiare da un paninaro Toscano), insomma praticamente in tutto, fatta eccezione per i golf, infatti loro non giocavano, dunque per quello chiedevo consigli a mio padre, Perry o Ranald il mio insegnate. Durante la prima settimana ho giocato due volte, in entrambi i casi è venuto anche Perry. Il venerdì ho deciso di iscrivermi ad un torneo, sono dunque partito per Lossiemouth, cittadina che dista circa cinque ore di treno da Edimburgo. Il torneo è durato tre giorni, ma non vi racconterò molto perché è andato male..

Vi dico solo che, anche se la prestazione è stata pessima, io mi sono divertito molto. In mia difesa, c’è però il “vento”, infatti durante i giorni di gara c’erano circa 35-40mph di vento. La prima settimana è già finita.

SECONDA SETTIMANA

Questi sette giorni, sono stati un po’ più tranquilli dei primi, infatti ormai avevo la mia routine e anche a casa stavo diventando sempre più un abitudine, qualcosa di famigliare. Soprattutto per Max il più piccolo, che per i primi giorni mi guardava ogni volta con uno sguardo impaurito, perché non sapeva chi fossi, ma al tempo stesso incuriosito nel conoscere la mia persona. Anche Eva che non era molto loquace, iniziava a raccontarmi le sue giornate e a farmi domande sulla mia famiglia e sulla mia vita. Stavo diventando a tutti gli effetti un membro di quella famiglia. Anche a scuola le cose erano molto simili, infatti con i compagni si stava creando un’intesa maggiore, purtroppo le cagliaritane erano andate via, ma altri nuovi studenti erano arrivati. Devo però precisare che la classe era costituita da studenti di tutte le età, io ero il più giovane poi c’erano due ventenni, cinque trentenni e persino due cinquantenni di Milano, marito e moglie, anche loro lì per imparare l’inglese. Dunque in questa seconda settimana sono uscito meno della prima, anche perché dovevo studiare inglese per il debito che avrò tra qualche giorno.

TERZA SETTIMANA

Ebbene sì, siamo già alla terza settimana. In questa devo ammettere che ho iniziato a patire molto la fame, infatti la cucina scozzese non la catalogherei tra le mie favorite. Questa settimana è stata molto simile alla prima, infatti sono arrivati nuovi ragazzi, io ho legato particolarmente con Marc, un ragazzo spagnolo. Dunque stavolta è toccato a me fare da Tutor, un po come avevano fatto le cagliaritane nei miei confronti. Anche lui aveva diciotto anni quindi siamo usciti un paio di sere e siamo andati nei pub a vedere l’inizio della premier league (campionato calcio inglese), e in discoteca ieri sera che era la mia ultima sera. Sono infatti in camera adesso, ho appena finito di preparare la valigia perché parto domani mattina. Sembra strano ma qui in camera c’è anche Max, sì proprio lui. Quel bambino che il primo giorno in cui arrivai in casa corse dietro a sua madre spaventato, è ora seduto qui a fianco a me che continua a chiamarmi perché vuole giocare. Posso solo ringraziare i miei genitori per avermi dato un’altra grande possibilità di migliorare in inglese, ma soprattutto come persona, vivendo una bellissima esperienza, visitando posti spettacolari, completamente diversi da quelli italiani. Infatti la Scozia è dove il golf è stato inventato e i paesaggi a cui assiti giocando ti rimangono impressi nella mente, ho provato a scattare qualche foto, ma nessuna di queste è riuscita a catturare l’effetto che si prova nel vederli realmente.

Ciao a tutti. Fatemi un in bocca al lupo per l’esame…

Vitto.

PS: ho avuto una fortuna pazzesca, infatti in tre settimane ha piovuto solamente due giorni, proprio quando io ero partito per Lossiemouth! (in Scozia piove sempre).

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Comments (

0

)